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Storia delle due Parrocchie
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LA CHIESA PARROCCHIALE DI GIVOLETTO
SAN SECONDO MARTIRE

All'interno del Duomo di Torino si trova una Cappella eretta in onore di San Secondo per sciogliere un voto, fatto dalla popolazione della città, durante la terribile epidemia di peste del 1630. In una nicchia sono custodite le spoglie del Martire. Al medesimo Santo, venerato come uno dei Patroni della città, é stata consacrata una grandiosa Chiesa Parrocchiale, aperta al culto in Torino nel 1882.

In una località non precisata sulla Dora Riparia, é comprovata da varie fonti l'esistenza in passato di una Chiesa di San Secondo, appartenente alla Abbazia della Novalesa.
Ed ancora a San Secondo è dedicata la nostra Parrocchia di Givoletto, una Chiesa di origine molto antica, sicuramente anteriore all'XI secolo.
Il legame tra questi diversi centri di devozione al Martire va ricercato nella storia della sua vita, di cui peraltro si sa ben poco, ma più ancora nelle vicissitudini a cui sono andate incontro nel tempo le sue spoglie.
San Secondo, un legionario romano, visse alla fine del III secolo dopo Cristo. L'Impero era retto a quel tempo da Diocleziano, l'Imperatore che guidò l'ultima durissima persecuzione contro i Cristiani. 
Secondo professò la propria Fede in Cristo, pagando per questo con la vita; fu infatti decapitato, presumibilmente in una località del vercellese, l'odierna Salussola, che ci tramanda nel nome di una sua frazione -San Secondo- appunto, la memoria di tale evento.
Qui furono conservate le spoglie del Santo fino al VII secolo, quando la popolazione, costretta alla fuga dopo aver subito ripetute, devastanti, incursioni nemiche, le avrebbe condotte in salvo, trasferendole in una zona della Dora Riparia.
Il viaggio, sicuramente lungo e disagevole, avrà sicuramente richiesto numerose tappe. Data la posizione geografica di Givoletto, non sembra azzardato pensare che la nostra comunità abbia avuto, in quella circostanza, l'opportunità di ospitare e venerare le spoglie del Santo.
Anche il rifugio in Val di Susa finì in seguito per rivelarsi poco sicuro. Nel X secolo, i Monaci della Novalesa, costretti a fuggire a causa delle incursioni saracene,  si rifugiarono in un luogo meglio protetto presso le mura di Torino, trasportandovi anche le spoglie del Santo, successivamente  collocate nella Cattedrale, dove tuttora sono conservate.

L'Edificio 
La Chiesa di Givoletto ha dunque origini molto antiche. Troviamo traccia della sua esistenza già nel 1014. In una Bolla di Papa Benedetto VIII si legge che la Chgiesa viene assegnata alla dipendenza del Monastero di Breme. Bisogna tuttavia arrivare al 1584 per trovare informazioni significative riguardanti l'edificio, in un documento che relaziona sulla visita pastorale di Mons. Peruzzi, Vescovo di Torino.
Vi si legge che la Chiesa fu trovata in cattivo stato per la sua vetustà e bisognosa di riparazioni al pavimento, agli Altari ed al Battistero, situato in mezzo alla Chiesa.
Si fa cenno ad una pittura sul muro, raffigurante il Santo Patrono ed ad una statua, che potrebbe essere quella attuale in legno.
L'edificio era allora piccolissimo ed aveva intorno i Cimitero. E' da notare a questo punto una coincidenza.
Sempre nello stesso anno 1584 si ha notizia di una ricognizione disposta dalla Santa Sede (il Pontefice era l'energico Gregorio XIII) allo scopo di descrivere il reliquario d'argento custodito nella Cattedrale di Torino.

Non è escluso che le due vicende siano in qualche modo legate, il che potrebbe far pensare ad un rinnovato interesse per San Secondo, in un periodo che vede la Chiesa Cattolica impegnata a rinnovarsi e riorganizzarsi in ogni direzione.
Nel 1752 il Parroco, Don Carlo Cominotto predispose grandi lavori di ristrutturazione: la Chiesa fu alzata ed allargata mediante l'aggiunta di Cappelle laterali.
Terminati i lavori vi fu la Consacrazione nel 1772 da parte dell'Arcivescovo di Torino, Mons. Francesco Rorengo.
Nuovi lavori furono organizzati nel 1862 da Don Giacomo Audisio: l'edificio fu allungato aggiungendo le due ultime Cappelle laterali e fu realizzata l'attuale facciata.

santa maria

A questo punto la Chiesa si presentava grosso modo così come la conosciamo oggi: gli interventi successivi si sono infatti limitati ad opere di restauro che non hanno modificato la struttura. 
L'ultimo restauro completo, guidato da Don Francesco Garetto, Parroco di Givoletto per oltre 40 anni è ancora vivo nella memoria dei Parrocchiani, risale al 1962. 
E' in atto un ulteriore restauro del Battistero con l'attuale Parroco, Don Piergiorgio Serra.
Bianca Gaviglio


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LA CHIESA PARROCCHIALE DI
LA CASSA - SAN LORENZO

Non è facile risalire alla Storia di La Cassa comunque negli Archivi di Stato e della Curia Vescovile si trovano documenti importantissimi. Sopratutto sono degni di menzione le relazioni sulle Visite Pastorali e gli "Stati delle Anime" che sono una serie di manoscritti documentanti la situazione della Parrocchia, riguardo ai beni immobili (Chiese, Cappelle, ecc), mobili (arredi, registri parrocchiali), nonché riguardo agli abitanti del Feudo di  Caccia.
Le prime due Visite Pastorali, di cui sono conservati gli atti, risalgono agli anni 1624 e 1632: sono le Visite del  Vicario Generale dell'Abbazia di San Michele della Chiusa, Giovanni Battista Vignale.
Da questi manoscritti risultavano esistere la Chiesa Parrocchiale di San Grato, ormai vetusta, la Cappella campestre di San Rocco, le due antiche Chiese cimiteriali di San Lorenzo e si Santa Maria "de Stella" al Truc, la Cappella dei Santi Triburzio e Martino in Borgata Giordanino.

Uno "Stato delle Anime" del 1670 ci informa che gli abitanti del Feudo erano 405, un numero piuttosto esiguo, sparsi al Truc di Miola, al Piano di Giordanino, a Prato Longo ed alle Vaude.
Nei secoli successivi tale numero crescerà progressivamente fino ai 660 abitanti ricordati nella Visita Pastorale del 1744, agli 885 del 1865. Tra il Seicento ed il Settecento si intraprendono importanti lavori di ampliamento della Chiesa Parrocchiale di San Grato e della Casa Comunale, situata negli immediati pressi: La Chiesa, ormai insufficente ai bisogni della popolazione, viene particamente ricostruita tra il 1677 ed il 1697; la Casa comunale viene ampliata nel 1715. Anche la Torre del Castello, trasformata in Campanile, e che minacciava la rovina, viene sopraelevata con una nuova cella campanaria tra il 1701 ed il 1703.

Nel dicembre del 1705 in paese viene saccheggiato dai Francesi, impegnati nell'assedio di Torino, che provocano ingenti danni a molti edifici, danni di cui il Catasto del 1709 porta testimonianza.
Questo è forse il colpo di grazie alla Rocca, ormai abbandonata, e progressivamente soffocata dalla vegetazione; nel Catasto del 1745 essa viene espressamente definita "Castello vecchio rovinato", solo il Campanile le sopravvive fino al 1870.

La fonte più consistente cui possiamo attingere notizie sul paese nel secolo XVIII, è la Visita Pastorale del Vicario Generale della Abbazia di San Michele della Chiusa Gabriele Ignazio Bogin; il paese è così descritto: "Il luogo di Caccia è diviso in molte Borgate,che sono la Borgata del Piano di Caccia, la Borgata di Prato Longo, la Borgata del Trucco ossia del Colle di Giordanino, la Borgata del Trucco ossia del Colle di Miola, e la Borgata delle Vause. Nella Borgata del Piano di Caccia si trovano riuniti, in forma di piccola cittadina, la Chiesa, il Castello dei Signori, la Casa Parrocchiale, la Casa Comunale, la Cappella di San Rocco ed alcune altre abitazioni di privati. Le due Chiese Parrocchiali (la Chiesa di San Lorenzo e la Chiesa della Madonna della Stella, sono unite sotto un unico Prevosto. Ma poiché si trovano ad una certa distanza dal predetto paese, le Funzioni Parrocchiali sono esercitate , da tempo immemorabile, nella Chiesa di San Grato, situata nel mezzo del paese...".

Nel descrivere l'aspetto delle chiese, il Bogino, tra le altre cose, ci ricorda che la Chiesa di San Grato era stata da poco riedificata; inoltre descrive gli affreschi della Chiesa Cimiteriale di San Lorenzo: "...dietro l'Altare c'è un'Abside dipinto con le immagini del Salvatore e degli Apostoli, immagini che denotano molta antichità. Un resto di questi affreschi, già molto antichi nel settecento, è oggi conservato nella Sala Consiliare del Comune di La Cassa, staccato dal muro settentrionale della Cappella abbattuta nel 1981/82. Intanto il vecchio Borgo del Basso si spopola lentamente a favore della più salubre Frazione del Giordanino, dove nel 1773 viene abbattuta la Cappella di San Triburzio, per far posto ad una Chiesa più grande, un progetto iniziato (venne costruita solo la parte absidale) e poi interrotto fino al secolo successivo.

Nel XIX secolo la storia del nostro paese diviene travagliata; il Borgo lungo il Ceronda si spegne poco per volta fino ad essere completamente abbandonato nel 1870. Gia nel 1836 il Casalis definiva "dicaduto villaggio" il paese. A metà del secolo la Borgata Giordanino era già il nucleo più popolato di La Caccia (circa la metà degli 865 abitanti del Comune vi risiedeva), e stava assorbendo la popolazione del Borgo Basso, dove però, continuavano ad avere Sede il Comune e la Chiesa Parrocchiale.Nel decennio 1870-80 si compie però la rovina del vecchio paese: lo testimonia chiaramente un documento dell'Archivio Comunale del 26 maggio 1873, riguardante la "translocazione" della Sede Parrocchiale in Giordanino, in esso si legge : 
"La Borgata denominata Basso di La Cassa ove ha luogo la Sede parrocchiale, trovasi disabitata, ed abbattuti attualmente la massima parte dei fabbricati che la componevano, e ciò fu causa dell'esperienza finora dimostrata della infelice sua posizione d'insalubrità, così che attualmente vi esistono solo tre famiglie, componente una popolazione di 14 persone... e per motivi di salute l'attuale Amministratore Parrocchiale, Don Terando Carlo, fu costretto ad abbandonare quella località e portarsi ad abitare nella Borgata Giordanino perché la sua posizione topografica presenta  un aspetto più ameno e salubre, ed ove lo stesso Amministratore Parrocchiale, da alcun tempo a questa parte, esercita le funzioni parrocchiali in una Cappella che trovasi pure nella predetta Borgata Giordanino."

Da questo e da altri documenti, sappiamo che la vecchia Chiesa Parrocchiale di San Grato,( e con essa la Casa Comunale ed il vecchio Campanile  sul colle della Torassa) veniva in quegli anni abbattuta , ed il materiale recuperato per la costruzione della nuova Chiesa Parrocchiale nella Borgata Giordanino su progetto dell'Ing. Giovanni Battista Cravesana, che ampliava la vecchia Cappella di San Tiburzio. A questo proposito, un interessante manoscritto conservato su un pannello ligneo dell'Altare della Chiesa Parrocchiale, ad opera del Parroco Dan Terando, del 1880, riporta una cronologia dei lavori della Chiesa, e diventa anche uno strumento per sfogare l'amarezza del parroco stesso: le ingenti spese furono sostenute tutte da lui, dall'Ing. Cravesana, da benefattori forestieri, e non dalla popolazione del paese. 
Da questo momento, quella che era stata una piccola frazione, (che consisteva fondamentalmente delle attuali via Fila,Luigi Mussatti, IV Novembre,e della piazza Michele Galetto), diventa il nuovo cuore della comunità, ove vengono trasferite la sede comunale e parrocchiale e la scuola.. Si verifica un consistente ampliamento del paese che assume la forma fisica rimasta invariata fino agli anni sessanta del nostro secolo.
Infine quest'anno, sotto l'impulso dell'attivo nuovo Parroco, Don Piergiorgio Serra, si da mano ad un intero restauro della parte esterna della costruzione e speriamo che con il tempo  anche la parte interna della nostra bella Chiesa possa godere degli antichi splendori.
da Appunti Storici su La Cassa di Alberto Casale.

SANTUARIO DI MARIA AUSILIATRICE

E' la Chiesa dei ricordi e dei quadretti votivi di Givoletto e dei paesi limitrofi. E' posta sul Monte Castello a 570 mt di altitudine in un punto molto panoramico, Fu costruita nel 1894, ricordando una antica Cappelletta, sita in frazione Rivasacco, (1850) e già dedicata a Maria Ausiliatrice, da Don Andrea Rolle, grande estimatore di Don Bosco.
Feste proprie : 26 Aprile e 24 Maggio - ore 10,30.
Sante Messe : nei giorni festivi, ore 17, dal 26 Aprile al 30 Settembre.
Accesso : Restaurata completamente  nel 1997, è raggiungibile con comoda strada fino sul Sagrato, tuttavia é protetta da sbarra e barriere elettroniche.
Chi desidera salire in auto ed entrare in Chiesa fuori dell'orario delle funzioni, telefoni in Parrocchia.

mariaausiliat