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Riflessioni del Parroco
Segnalazione Musicale Stampa E-mail

In risposta agli auguri ed ai complimenti, regalo una segnalazione musicale:
J.S. Bach - Sinfonia Cantate BWV 156 Bovenkerk Kampen - Ab Weegenaar

 
25° anno di presenza pastorale Stampa E-mail

In occasione del 25°anno di mia presenza pastorale nella Parrocchia, non intendendo per ora fare né bilanci né commenti, non voglio tacere alcuni sentimenti che qui scrivo.

pastorale25

 
Tentazioni Stampa E-mail
tentazioni
 
Inizio della Quaresima Stampa E-mail

INIZIO DELLA QUARESIMA

Mercoledì delle Ceneri – 22 febbraio
Prima Domenica di Q. 26 febbraio
Pasqua 8 aprile

Quaranta giorni ci separano dalla Pasqua.
Quaranta giorni di preghiera, di penitenza, di digiuno e di astinenza dai cibi costosi.
Perché la Q. è un tempo speciale in cui i cristiani sono chiamati dal Signore Gesù a guardare con attenzione dentro sé stessi per rivedere i propri comportamenti
e guardare ai fratelli più poveri, per aiutarli (Quaresima della fraternità).

LE TENTAZIONI DI GESÙ NEL DESERTO

Vangelo secondo Luca cap. 4, 1-13

1Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal
Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto 2dove, per
quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla
in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame.
3Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì a
questa pietra che diventi pane». 4Gesù gli rispose: «Sta
scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo». 5Il diavolo lo
condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni
della terra, gli disse: 6«Ti darò tutta questa potenza e la
gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani
e io la do a chi voglio. 7Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà
tuo». 8Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio
tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». 9Lo condusse a
Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli
disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; 10sta scritto
infatti:
Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano;
11e anche: essi ti sosterranno con le mani,
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
12Gesù gli rispose: «E’ stato detto: Non tenterai il
Signore Dio tuo». 13Dopo aver esaurito ogni specie di
tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al
tempo fissato.

 

La tentazione del mangiare, del divorare tutto
La tentazione di dominare, di sottomettere tutto e tutti
La tentazione di credersi dio, a cui tutti dovrebbero adorazione

 

Sono triste perché mi sembra di dover vivere in un mondo ove devo stare bene attento a non essere divorato io stesso dalle molte iene e perché chi comanda crede di essere Dio stesso.
Sono triste perché c’è sempre più gente che chiede soldi e cibo a me, che altro non posso fare che mendicare e non a quanti sono spudoratamente ricchi.
Sì sono triste ed anche rassegnato, ma non mi concedo di essere inerte e disperato perché il Signore alla fine delle tentazioni ha “allontanato” il diavolo ed ha iniziato tre anni di predicazione.

 

 
Indicazione musicale Stampa E-mail

Ci fa piacere segnalare il:
MISERERE MEI DEUS di Allegri nella Salisbury Cathedral
su youtube.

 
Pensieri in mezzo alla neve Stampa E-mail

PENSIERI IN MEZZO ALLA NEVE

nevebambini

o meglio ancora al caldo perché fuori fa un freddo cane
Tanti anni fa
Quand'ero piccolo
la neve era il più grande regalo della natura
improvvisa, imprevedibile, all'insaputa di improbabili meteo o protezioni civili
una sorpresa.
Sempre tanta
da poterla scavare dentro e ricavare un iglù
e tanta da poterci lasciar cadere sopra a braccia larghe
faccia all'ingiù
per fare il "ritratto"
e se ne portava in cucina a secchielli
per fare la granatina al gusto di moscato dolce fermentato
una leccornia
e per scioglierla in pentola sopra la stufa per far da mangiare.
Ma a scuola si andava comunque
perché tutti i papà organizzavano le "squadre" di spalatori e scavavano un sentiero stretto
a sponde altissime
e quando si sprofondava - perché eravamo piccoli -
ci portavano a spalle
...e quindi non c'erano scuse
la maestra non perdonava!
Non avevamo gli scarponi, ma gli zoccoli con la suola di legno ed il resto di cuoio
e calzettoni di vera lana
e stavamo nella neve fino quando c'era un po' di luce naturale
ogni tanto la mamma ci chiamava forte per vedere se eravamo ancora vivi.
Roba da mangiare ce n'era sempre
non ricordo che aleggiasse qualche preoccupazione
forse perché si facevano le "scorte" per l'inverno in maniera seria
dovendo far conto unicamente sulla nostra preveggenza
e comunque non si usava andare tutti i giorni in negozio a far la spesa
forse anche perché invece di quell'insalata là tipo belga o radicchio di treviso si mangiavano i cavoli di stagione o le carote o le patate di nostra produzione
il pane durava una settimana ed era buonissimo
possibilmente bruciacchiato sulla stufa
con burro e zucchero o con olio e sale
e se non c'era il prosciutto preaffettato ed impachettato c'erano ottimi salami e pancette di nostra produzione
messi via per l'inverno
già !
quante cose si mettevano via per l'inverno.
Alla sera non si guardava la televisione
perché doveva ancora nascere
ed allora si inventavano dei giochi e soprattutto c'era sempre chi raccontava storie possibilmente mostruose da far paura
forse per farci star bravi
infatti ci stringevamo sempre insieme zitti
trattenendo il fiato per paura
ma chiedevamo ancora sempre di andare avanti a raccontare
ci piaceva la paura.
C'era chi andava a far la veglia nella stalla delle mucche e dei buoi
soprattutto gli uomini i maschi
le donne e noi bambini non andavamo perché la stalla puzzava
forse soprattutto per via della mia capra che comunque era un prezioso serbatoio di latte.
Da mangiare per le bestie ce n'era sempre ed era comodo da provvedere perché a suo tempo il fieno era stato immagazzinato nel fienile sopra la stalla
c'era un buco fatto apposta che collegava direttamente il fienile alla stalla
da quel buco arrivavano le "masche" tutte le volte che noi bambini tentavamo di andar ad ascoltare i discorsi degli uomini.
La luce mancava spesso ma era cosa naturale
e diventava il momento per gli scherzi.
Il frizer non andava in tilt perché tanto c'era la neve
ma soprattutto perché non esisteva.
In quella neve (purtroppo) finiva sempre un gatto ...
.................quando nevicava
la vita rallentava fino quasi a fermarsi
non era ancora di moda andare veloci
sempre più veloci
non esisteva questo mito.
Si era obbligati a mettere da parte
se si era un po' furbi.
Si spalava tanta neve
si faceva il sentiero per andare a piedi
non per le auto
rarissime.

 
Predica ed Auguri di Natale Stampa E-mail

Il popolo che camminava nelle tenebre...( Isaia 9)

nativita

Noi abbiamo il problema che ci è mancata la luce o ci sta mancando la luce o per lo meno abbiamo dei grossi problemi a vederci chiaro.

Come vanno realmente le cose, Quale avvenire ci aspetta?

Quali cose? Tutte!

Ma che mondo ci siamo creati e quale mondo ora consegniamo ai nostri figli e nipoti?

E se non ci sentiamo corresponsabili della creazione di questo nostro mondo forse ci dobbiamo chiedere qual'è stato il grado della nostra vigilanza su quanto accadeva.

Da tempo - chi è sveglio lo sa - tutti gli educatori parlano di emergenza educativa: ma chi l'ha presa sul serio?

Da tempo si sa che molte scuole non riescono più a svolgere la loro mission,

da quanto tempo diciamo che è intollerabile il consumismo a cui ci siamo e ci hanno abituato...

ma nulla cambia nelle nostre abitudini...

Chi è che crede ancora alla giustizia – nel senso del fare le cose giuste – e nell'equità – nel senso di fare le cose giuste e con intelligenza e secondo le possibilità di ognuno?

Qui c'è oscurità se non caligine.

All'interno della Chiesa da molto tempo si denunciavano e si denunciano gravissime crisi morali e dottrinali. Papa Giovanni, il Papa Buono, e molto intelligente, aveva convocato addirittura già nel 1962 un Concilio Ecumenico per vederci chiaro ed anche per individuare una qualche via di soluzione: purtroppo papa Giovanni già anziano morì di tumore a metà Concilio. In molti hanno liquidato frettolosamente quel Concilio vat. II: tutta avanti con l'ottimismo spensierato e basta con i brutti e tristi pensieri, tutte le crisi passano così come sono venute e presto tornerà tutto tranquillo come prima. E com'è oggi la Chiesa ?

Quanto è successo e sta succedendo nella Chiesa si ripropone alla società civile, nostra, occidentale e mondiale. Chi ha il coraggio ora di convocare un Concilio laico, civile, politico. Chi ha il coraggio di fare e comunicare un'analisi veritiera di come stanno le cose? Chi ha il coraggio di dire ai giovani: prendetevi e gestitevi questo mondo!

Com'è difficile vederci chiaro !

Ma prima ancora mi assale un tremendo dubbio: non è forse che abbiamo paura di vederci chiaro nelle cose!

E se ancora ci sono interessi a tenere tutto nella giusta penombra...

La luce , è davvero un dono di Dio!

Ma forse il cercare la luce è un dono ancora più grande, ne sono convinto.

E che cos'è questa luce?

  • E' la luce sulla grotta di Betlemme
    "Abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti per adorarlo"
    "La gloria del signore li avvolse di luce ... ecco vi porta una buona notizia oggi è nato il Salvatore"
  • È la luce della stella dei Re magi
    "La stella si muoveva davanti a loro fino a quando non arrivò sopra la casa dove si trovava il bambino" Matteo
  • "Egli è messo davanti a tutte le nazioni, luce per illuminare le nazioni, e gloria del tuo popolo, Israele"
  • Giovanni: " La luce vera, colui che illumina ogni uomo venne nel mondo"
  • "Il nostro Dio è bontà e misericordia ci verrà incontro dall'alto come luce che sorge".
  • Isaia 9: Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce. Ora essa ha illuminato il popolo che viveva nell'oscurità.

Signore hai dato al tuo popolo una grande gioia, lo hai fatto felice."


Il Signore è sempre pronto ad illuminarci: la decisione di nascere, le modalità della nascita, il suo Vangelo, la sua vita sono la grande luce per la nostra vita o perlomeno per la nostra ricerca di una vita significativa.

La giustizia, la condivisione, la fraternità, il perdono, la gratuità, nel nome di Dio, più che di vaghi sentimenti...

Gratuità,

Coraggio, chi ci crede, chi è credente, costruisca giustizia, condivisione, fraternità, perdono, gratuità, ...

Sia egli stesso luce del mondo, nella vita privata e pubblica.

Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce.... Grazie Signore per la tua luce ...


Buon Natale a tutti

Ai Parrocchiani - ai Vecchi e Ammalati - a chi sta lottando nella malattia - ed ai Bambini e ai Giovani

Ai volontari della Parrocchia ed alla assai benemerita Associazione dei Nonni vigili

Al Coro ospite di questa sera ed a quanti cantano nelle nostre consuete funzioni religiose

Alll'Organista nostre illustre cittadino

Buon natale a tutte le Associazioni del Paese

Ai componenti l'Amministrazione Comunale

Ai cristiani di confessione non cattolica

Ai non cristiani

Ai non credenti

A Tutti ! con cuore.

 
Forza e Coraggio Stampa E-mail
Al di là delle annotazioni politiche mi piacciono due osservazioni di Gramellini che ritengo importanti ed efficaci se venissero realizzate:
l'esemplarità - chi vuole indurre a certi comportamenti deve dare innanzitutto l'esempio!
e la prospettiva: chi vuol condurre da qualche parte, a costo di sacrifici, deve indicare la meta, perché i sacrifici anche duri si fanno se c'è una qualche terra promessa da raggiungere. E qual è la Terra verso cui deve camminare la nostra nazione? Non è chiaro, nemmeno vagamente...

17/12/2011

Forza e coraggio - di Massimo Gramellini

La manovra colma di tasse che ha tanto deluso il «New York Times» ha un po' depresso anche noi. L'avremmo voluta più coraggiosa e profonda: i due attributi che cambiano sempre una storia e talvolta la Storia. Cos'aveva e cos'ha da perdere, il professor Monti? Ancora per qualche settimana i partiti saranno ai suoi piedi: deboli, smaniosi di farsi dimenticare e costretti a sottoscrivere qualsiasi ricetta, pur di non essere additati come i responsabili della catastrofe. Una condizione temporanea e irripetibile, che consentirebbe al governo di fare politica sulla testa dei politici e in parte anche degli italiani, impugnando la sciabola dell'emergenza per sradicare privilegi e spalancare finalmente le finestre di un Paese soffocato dalle mille caste che abbiamo visto agitarsi in queste ore.

Siamo un popolo di riformisti immaginari, che si svegliano rivoluzionari ma tornano conservatori all'ora di mettersi a tavola. Il popolo del primo comma. Prendete qualsiasi documento partorito in Italia: non soltanto una legge, basta un regolamento di condominio. L'incipit vi colpirà per la chiarezza espositiva e la precisione dei permessi e dei divieti. Poi però si va a capo, perché da noi si va sempre a capo, e lì cominciano le eccezioni. Ognuna rispettabile, giustificabile, persino auspicabile. Ma il risultato finale sono l'impotenza e l'arbitrio.

Nessuno pretendeva che Monti cambiasse in un mese la testa millenaria degli italiani. Però non sarebbe stato male se fra tanti tecnici il professore si fosse ricordato di inserire al governo un esperto di psicologia. Lo avrebbe aiutato a cogliere gli umori profondi dei suoi concittadini. Che erano sì rassegnati ad aprire il portafogli. Ma chiedevano due cose. Innanzitutto, che prima di loro lo aprissero i politici. Ci si sarebbe accontentati di un segnale: una trattenuta sull'onorevole stipendio o la sua conversione in Buoni del Tesoro. Chi, a destra e a sinistra, avrebbe avuto la faccia tosta di opporsi?

La seconda richiesta era e rimane più impalpabile, ma non meno reale: l'indicazione di un orizzonte. Non basta agitare il fantasma del fallimento: pagate le tasse, altrimenti qui salta tutto. Vero. Ma non si guarisce un depresso con la paura. Con la paura lo si può convincere a compiere un gesto di sopravvivenza, che è poi quello che stiamo facendo. Però per uscire dalle secche del declino serve la speranza in un avvenire che non può essere la restaurazione dello Stato sociale novecentesco che la globalizzazione dei cinesi e dei banchieri ha distrutto per sempre. Dai Monti e dai Passera ci aspettiamo qualcosa di più strategico. Altrimenti sarebbe stato sufficiente ingaggiare una coppia a corto di diottrie come quella che guida Francia e Germania.

Il contribuente ha il dovere di pagare, ma ha anche il diritto di sapere a cosa serviranno i suoi sacrifici. A investire sul potenziamento dell'unica italianità spendibile all'estero - ricerca, agricoltura, artigianato, turismo, cultura -, oppure a tappare le falle di bilancio che la recessione e il killeraggio dei mercati si incaricheranno di riaprire fra sei mesi?

Bisogna scegliere, bisogna osare. Questo non è più il tempo dei rimpianti e delle recriminazioni. È il tempo della forza e del coraggio. Vale per il governo, per le imprese, per gli analisti che analizzano e non azzardano mai soluzioni. Vale per tutti noi che ci aggiriamo fra i vicoli della crisi come pugili suonati, digrignando i denti in faccia al mondo che cambia, invece di guardarlo negli occhi per capire se possiamo ancora farcelo amico.

 
Alcune Testimonianze Stampa E-mail

ANCORA SU ICI E CHIESA, alcune testimonianze...

Si documentino gli anticlericali invece di sguazzare nella broda ideologica.

Rammento che un anno fa è stata fatta una serata informativa sui soldi del Vaticano e della Chiesa Italiana e sull'uso dell'8xmille: però a sentire c'erano solo quelli che frequentano la Chiesa... e allora non vale! Com'è? Meglio non informarsi per poter recitare i soliti salmi anticlericali?

 
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